Sisterhood

Mood: Essere indipendenti, insieme, per ridare spazio alla diversità che crea valore

Un magazine per ricordare che la felicità non ha una sola forma e che nutrire il pensiero critico può salvarci dal peso di aspettative sociali che non ci appartengono.

Siamo nel 2024 eppure c’è ancora una malinconia, un senso di pietà tutto particolare, negli occhi di chi guarda una donna sui 40 che dice di essere felice e realizzata anche se non ha figli o marito. Si dichiara meno spesso ad alta voce ma resta, più radicata di quanto si pensi, l’idea che una donna debba attenersi a precisi passaggi sociali e che certi ambiti, certi racconti non siano di sua competenza. 

La felicità non ha una forma unica. Per noi l’indipendenza è un valore fondamentale: significa poter scegliere, essere finanziariamente autonome, esprimersi senza paura, nel giornalismo così come nella vita di tutti i giorni.

Si inserisce proprio qui la battaglia, elegante e mai urlata, che Aleksandra ed Erna portano avanti con la loro testimonianza e tra le righe di Mood: instillare i germi di una nuova coscienza, che racconta il diritto di sentire in modo libero i legami e le scelte utili alla propria realizzazione. Incoraggiando il pensiero critico, la diversità di punti di vista e la serena accettazione di ciò che è diverso ma crea valore.

Mood.HR: di che si tratta?

Mood.HR è una rivista online dedicata alla cultura pop e a storie originali, cacciatrice di emozioni e momenti unici. Nasce per promuovere la lettura consapevole, la creatività e il giornalismo lento. I suoi obiettivi: creare nuovo spazio per le donne e nuova consapevolezza sull’empowerment femminile, incoraggiare il pensiero critico, ispirare la creatività e portare diversità nel mondo dei media. Il motto attorno a cui la testata struttura le scelte editoriali è “Non limitarti a scorrere. Sentilo!”.

Per valorizzare il contatto diretto e promuovere il reintegro del piacere dell’informazione tra le abitudini di vita, ogni venerdì Mood.HR invia a tutti gli iscritti una newsletter con una selezione di temi pensati per il relax, il divertimento e il piacere di immergersi nel mondo delle emozioni.

C’è una missione dietro questo progetto: incoraggiare il pensiero critico, promuovere un giornalismo più lento e consapevole e, soprattutto, la diversità nel mondo dei media.

Partiamo da un fatto suggestivo e significativo: Mood.HR è stato lanciato l’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Siamo certe che non sia un caso…

È così, Mood.HR è nato l’8 marzo 2023, proprio nella Giornata Internazionale della Donna. Dopo 20 anni nel mondo dei media lavorando come giornalista, editor e caporedattrice – è Aleksandra, fondatrice di Mood, a raccontarci queste primissime parti del progetto- è nato il desiderio di creare qualcosa di personale, che combinasse la passione per la scrittura e per le immagini. Così è iniziato il viaggio di Mood, una dimensione editoriale in cui andiamo a caccia di momenti ed emozioni unici, in cui ciò che conta non è solo raccontare storie, ma trasmettere un’esperienza, lasciare qualcosa che rimanga. Mood è anche la voglia di creare uno spazio per un punto di vista femminile più diretto, senza filtri inutili. Il taglio, dedicato alla cultura pop e alle storie originali, ci permette di avvicinarci al pubblico in modo informale, ma c’è una missione dietro questo progetto: incoraggiare il pensiero critico, promuovere un giornalismo più lento e consapevole e, soprattutto, la diversità nel mondo dei media.

Mood è una dimensione editoriale in cui andiamo a caccia di momenti ed emozioni unici, dove ciò che conta non è solo raccontare storie, ma trasmettere un’esperienza, lasciare qualcosa che rimanga.

Quello che è molto, molto interessante nella vostra #sisterhood è il modo in cui combinate una visione molto indipendente della vita e la passione per il lavoro di squadra

Ci siamo conosciute diversi anni fa, per pura casualità, in un caffè. Avevamo vite completamente differenti: una era caporedattrice di Cosmopolitan e l’altra dirigeva il marketing in un grande centro commerciale. Ma sin dal primo momento c’è stata una connessione speciale, un’energia che ha reso chiaro che c’era qualcosa in comune. Poi, quando è nato Mood, quella connessione si è trasformata in un progetto condiviso, che ha aggiunto una nuova dimensione di confronto, ma non ha tolto nulla alla nostra natura indipendente. Anzi, è ancora più stimolante, perché ci sono due approcci diversi ma complementari: uno più artistico, emotivo, legato alla scrittura e alla fotografia, l’altro più concreto e pragmatico, con esperienza nel marketing e nel business.

Metterli insieme ci permette una visione ancora più solida. In più, attraverso l’autonomia nel nostro lavoro, abbiamo il privilegio di scoprire sempre nuove sfumature l’una dell’altra: a volte leggendo ciò che una persona scrive, si ha modo di entrare molto meglio nella sua anima.  A lasciarle il tempo giusto, questo è il potere della scrittura: permette di andare più a fondo, di scoprire qualcosa di intimo e autentico.

Un progetto condiviso ha aggiunto una nuova dimensione di confronto, ma non ha tolto nulla alla nostra natura indipendente. Anzi, è ancora più stimolante, perché ci sono due approcci diversi ma complementari.

Anche se stiamo facendo passi importanti sulla strada dell’empowerment femminile, è ancora molto solido e strutturato un determinato pattern di aspettative sociali sulla donna. Cosa vi sentite di dire riguardo a questo?

Viviamo in una società che sta cambiando, diventando più fluida e libera, eppure sì, certe domande continuano ad arrivare. Sappiamo bene a quante donne capita di sentire ancora il peso di certe aspettative: il matrimonio, i figli, la vita da costruire secondo schemi predefiniti. Ma il punto è che la felicità non ha una forma unica. Per noi l’indipendenza è un valore fondamentale: significa poter scegliere, essere finanziariamente autonome, avere la libertà di esprimersi senza paura, nel giornalismo, nei libri, nella fotografia e nella vita di tutti i giorni.

C’è un’immagine che rappresenta bene questa sensazione: pensate di essere in piedi su una spiaggia, circondate solo dal mare blu, con la consapevolezza che davanti a voi ci sono infinite possibilità. È questa la prospettiva che non dovremmo mai perdere. Noi non sentiamo la pressione delle aspettative esterne, perché abbiamo avuto pieno controllo sulle nostre scelte e siamo in pace con noi stesse. Non tutte però sono nella condizione di poter dire altrettanto, per questo è importante far arrivare il messaggio che ci sono più possibilità di vedere la stessa cosa. 

Viviamo in una società che sta cambiando, eppure sì, sappiamo bene a quante donne capita di sentire ancora il peso di certe aspettative…per questo è importante far arrivare il messaggio che ci sono più modi di vedere la stessa cosa.

Questo pensiero traspare chiaramente anche nelle scelte editoriali di Mood, che sono distanti dal mainstream del personaggio famoso e del gossip. Quanto conta creare spazio per punti di vista diversi?

L’obiettivo è offrire qualcosa di diverso, qualcosa che permetta ai lettori di prendersi del tempo per immergersi nei testi, per sentire davvero le emozioni che trasmettono. Non ci interessano le notizie veloci, il gossip sulle celebrità o i trend passeggeri. Oggi tutto è rapido, le informazioni si consumano in pochi secondi, e questo porta a una perdita di significato. 

Mood vuole recuperare il valore della lettura consapevole, quel piacere che una volta si provava sfogliando le riviste con calma, lasciandosi trasportare dalle parole. Per questo il nostro motto è “Don’t just scroll, just feel it”, ovvero “Non limitarti a scorrere, sentilo davvero”. Ci interessano le voci femminili, l’empowerment, la psicologia, il well-being. Vogliamo dare spazio a racconti che altrimenti rimarrebbero inascoltati. Creare spazio per punti di vista diversi significa anche dare valore a chi non ha ancora trovato il suo spazio nei media, significa dare spazio alle persone. È dalle persone che nascono le parole.

Non ci interessano le notizie veloci, il gossip sulle celebrità. Vogliamo dare spazio a racconti che altrimenti rimarrebbero inascoltati…significa dare spazio alle persone. È dalle persone che nascono le parole.

Qual è il contributo al cambiamento che vi augurate di promuovere con @Mood.HR?

Il mondo dell’arte e della cultura è stato a lungo dominato dagli uomini. Si tende ancora ad essere inclini a pensare che certi temi, certi modi di raccontare, certi dettagli non siano terreno delle donne. Ora è il momento di creare spazi in cui le donne possano esprimersi liberamente e creativamente, senza limiti, ed essere ciò che davvero desiderano. La #sisterhood è una parte fondamentale di questo processo. Dobbiamo sostenerci a vicenda, consapevoli che il successo di una donna è una vittoria per tutte.

L’indipendenza non è solo un concetto economico, ma anche un’attitudine mentale, significa imparare a riconoscere il proprio valore. Guardando al futuro, il desiderio è quello di vedere un mondo più femminile, un mondo in cui le donne abbiano sempre più spazio per raccontarsi, per essere ascoltate, per esprimersi senza paura. Il cambiamento inizia dalle storie, dalle voci, dalle parole. Mood.HR è nato proprio per questo.

È il momento di creare spazi in cui le donne possano esprimersi liberamente e creativamente, senza limiti. La #sisterhood, è una parte fondamentale di questo processo. Il successo di una è una vittoria per tutte.


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